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360 - PRO  - TEEN

Programma generale del seminario:
 

 

La nostra intenzione è di trasmettere il giusto approccio al canto attraverso l’utilizzo di mezzi diversi: sia multimediali come video e immagini, che renderanno più immediata e di facile comprensione la fisiologia del nostro strumento, sia tecnologici come microfoni e cuffie stereo per dare un riscontro immediato e pratico alle teorie enunciate.

 

Questo aspetto del seminario sarà appannaggio di Matteo Setti e si articolerà seguendo questa traccia:

 

-          Domatore d’aria

-          Lo strumento umano

-          Scaldare i motori

-          Dove vanno le note?

-          Rock e bel canto: l’anello mancante

-          Quando i suoni sono straordinari?

-          Cavalcare o essere disarcionati?

-          Il modello adeguato

-          Roma non è stata costruita in un giorno

-          Il guanto della sfida

-          Cantare dentro

-          La stella del successo ha 5 punte

-          Sensazioni sul monitor

-          Testa & Cuore

 

 

 

 

I temi che invece riguardano più da vicino l’attorialità, come l’approccio all’interpretazione di un personaggio e quindi anche il movimento, sia esso fisico o mentale, saranno affrontati da Cristian Mini, compagno di Matteo nella grande avventura dell'opera popolare Notre Dame de Paris.
 

 

1) La voce

La preparazione dei cantanti a livello vocale e il controllo delle melodie: il rispetto della partitura originale.

Un metodo, che a differenza del canto lirico, è facilmente adattabile a quello moderno. Il lavoro sul muscolo come uno sportivo: una fase di riscaldamento per rendere elastico, rinforzato il muscolo e infine il rilassamento delle corde vocali. Tutto questo per evitare uno sforzo inutile del muscolo.

Con un cantante di “opere musicali”, e soprattutto all’inizio di un’esperienza di questo genere, per prima cosa sarà necessario fargli dimenticare il canto per darsi completamente al personaggio, in particolare all’interpretazione giusta.

E’ un lavoro particolare dove si deve prima apprendere la tecnica vocale, per essere precisi e tranquilli mentalmente, e poi dimenticarla in modo da esprimersi naturalmente. Così il protagonista è in grado di dedicarsi al personaggio senza frontiere tecniche.

Tutti dettagli fondamentali per la vocalità: non solo lavorare sulla voce come uno strumento ma come un ensemble di parametri; in altre parole muscolo, psiche, musicalità. Ascoltare, guardare e analizzare un cantante, senza giudicare, perché ogni artista può ottenere un risultato importante, d’alta qualità, attraverso una corretta preparazione.

 

2) Il personaggio

Essere un personaggio. Che cosa vuol dire? Cosa ci rende credibili davanti allo spettatore o all’esaminatore? Possiamo essere personali e credibili? Esiste una disciplina, la “misura”, per trovare il nostro personaggio?

Queste sono solo alcune delle innumerevoli domande che possiamo fare a noi stessi nel momento in cui ci poniamo l’obiettivo di creare un personaggio, un carattere, una fisicità.

Allenare la mente e il corpo insieme, alterare o minimizzare le nostre espressioni, emozioni, controllare il corpo attraverso la concentrazione e il rilassamento.

Parlare come la “creatura” che stiamo cercando farebbe.

Saper vedere, saper ascoltare le intenzioni dell’interlocutore.

Decodificare le volontà degli autori, del regista.     

Il processo di creazione di un personaggio visto come un progetto:

dal bozzetto alla presentazione.

 

3) Il movimento

Regola e istinto: due “anime” per un corpo.

La difficoltà di saper riconoscere un movimento da un altro, cioè cosa evitare e cosa “registrare” per essere visibili ma naturali.

La danza non può limitare il dilettante ma nemmeno si può dimenticare che le discipline delle varie forme di danza sono vere e proprie nozioni, che non si possono improvvisare.

In altre parole, saper creare una partitura, un dinamismo funzionale a noi stessi, senza cadere nel ridicolo tentativo di mostrare capacità tecniche proprie soltanto della danza, a meno di non provenire dalla scuola danza.

E ancora: un altro movimento, quello mentale.

Una sorta di mirino per mettere a fuoco lo stato fisico, un dosatore d’energie per i momenti di prolungata attività. In pratica, la ricerca di uno standard elevato per un certo numero di spettacoli consecutivi.

Infine: saper rubare dal mondo. In questo caso l’osservazione di soggetti, oggetti, animali, luci e colori in movimento che possono, in alcuni casi, donare all’artista un’idea per completare, o rivoluzionare la “partitura ideale” di un particolare personaggio. 

          

 

 

 

 

 

Le giornate di studio ruoteranno quindi intorno a due fuochi complementari e di pari importanza e saranno condotte in sinergia dai due artisti (entrambi presenti durante tutta la durata del corso) che si completeranno a vicenda, forti della loro straordinaria esperienza comune.

 

 

In questi giorni stiamo definendo i luoghi e le date degli appuntamenti. Per curiosità e ogni informazione relativa all’attività, siamo lieti di rispondervi all’indirizzo stage@amalamaschera.com.

 

La Redazione

 

 

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