Programma generale
del seminario:
La nostra intenzione è di trasmettere
il giusto approccio al canto attraverso l’utilizzo di mezzi diversi: sia
multimediali
come video e immagini, che renderanno
più immediata e di facile comprensione la fisiologia del nostro
strumento, sia tecnologici
come microfoni e cuffie stereo per dare un riscontro immediato e pratico
alle teorie enunciate.
Questo aspetto del seminario sarà
appannaggio di Matteo Setti
e si articolerà seguendo questa traccia:
-
Domatore d’aria
-
Lo strumento umano
-
Scaldare i motori
-
Dove vanno le note?
-
Rock e bel canto: l’anello mancante
-
Quando i suoni sono straordinari?
-
Cavalcare o essere disarcionati?
-
Il modello adeguato
-
Roma non è stata costruita in un giorno
-
Il guanto della sfida
-
Cantare dentro
-
La stella del successo ha 5 punte
-
Sensazioni sul monitor
-
Testa & Cuore
I temi che invece riguardano più da vicino l’attorialità,
come l’approccio all’interpretazione di un personaggio e quindi anche il
movimento, sia esso fisico o mentale, saranno affrontati da
Cristian Mini,
compagno di Matteo nella grande avventura dell'opera popolare
Notre Dame de Paris.
1) La voce
La preparazione dei cantanti a livello vocale e il controllo delle
melodie: il rispetto della partitura originale.
Un metodo, che a differenza del canto lirico, è facilmente adattabile a
quello moderno. Il lavoro sul muscolo come uno sportivo: una fase di
riscaldamento per rendere elastico, rinforzato il muscolo e infine il
rilassamento delle corde vocali. Tutto questo per evitare uno sforzo
inutile del muscolo.
Con un cantante di “opere musicali”, e soprattutto all’inizio di
un’esperienza di questo genere, per prima cosa sarà necessario fargli
dimenticare il canto per darsi completamente al personaggio, in
particolare all’interpretazione giusta.
E’ un lavoro particolare dove si deve prima apprendere la tecnica
vocale, per essere precisi e tranquilli mentalmente, e poi dimenticarla
in modo da esprimersi naturalmente. Così il protagonista è in grado di
dedicarsi al personaggio senza frontiere tecniche.
Tutti dettagli fondamentali per la vocalità: non solo lavorare sulla
voce come uno strumento ma come un ensemble di parametri; in altre
parole muscolo, psiche, musicalità. Ascoltare, guardare e analizzare un
cantante, senza giudicare, perché ogni artista può ottenere un risultato
importante, d’alta qualità, attraverso una corretta preparazione.
2) Il personaggio
Essere un personaggio. Che cosa vuol dire? Cosa ci rende credibili
davanti allo spettatore o all’esaminatore? Possiamo essere personali e
credibili? Esiste una disciplina, la “misura”, per trovare il nostro
personaggio?
Queste sono solo alcune delle innumerevoli domande che possiamo fare a
noi stessi nel momento in cui ci poniamo l’obiettivo di creare un
personaggio, un carattere, una fisicità.
Allenare la mente e il corpo insieme, alterare o minimizzare le nostre
espressioni, emozioni, controllare il corpo attraverso la concentrazione
e il rilassamento.
Parlare come la “creatura” che stiamo cercando farebbe.
Saper vedere, saper ascoltare le intenzioni dell’interlocutore.
Decodificare le volontà degli autori, del regista.
Il processo di creazione di un personaggio visto come un progetto:
dal bozzetto alla presentazione.
3) Il movimento
Regola e istinto: due “anime” per un corpo.
La difficoltà di saper riconoscere un movimento da un altro, cioè cosa
evitare e cosa “registrare” per essere visibili ma naturali.
La danza non può limitare il dilettante ma nemmeno si può dimenticare
che le discipline delle varie forme di danza sono vere e proprie
nozioni, che non si possono improvvisare.
In altre parole, saper creare una partitura, un dinamismo funzionale a
noi stessi, senza cadere nel ridicolo tentativo di mostrare capacità
tecniche proprie soltanto della danza, a meno di non provenire dalla
scuola danza.
E ancora: un altro movimento, quello mentale.
Una sorta di mirino per mettere a fuoco lo stato fisico, un dosatore
d’energie per i momenti di prolungata attività. In pratica, la ricerca
di uno standard elevato per un certo numero di spettacoli consecutivi.
Infine: saper rubare dal mondo. In questo caso l’osservazione di
soggetti, oggetti, animali, luci e colori in movimento che possono, in
alcuni casi, donare all’artista un’idea per completare, o rivoluzionare
la “partitura ideale” di un particolare personaggio.

Le giornate di
studio ruoteranno quindi intorno a due fuochi complementari e di pari
importanza e saranno condotte in sinergia dai due artisti (entrambi
presenti durante tutta la durata del corso) che si completeranno a
vicenda, forti della loro straordinaria esperienza comune.
In questi giorni stiamo definendo i luoghi e le
date degli appuntamenti. Per curiosità e ogni informazione relativa
all’attività, siamo lieti di rispondervi all’indirizzo
stage@amalamaschera.com.
La Redazione
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